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Itinerari dalla riviera - da Ravenna

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Percorso delle pievi
Località di partenza: Ravenna
Località di arrivo: Bertinoro

Dall’oro degli sfavillanti mosaici ravennati alla spiritualità silente delle pievi della Romagna. Questo itinerario conduce il visitatore alla scoperta di luoghi meno noti: quelli dell’anima.

Le pievi (l’etimologia del nome è la parola latina "plebs", cioè popolo) erano poste fuori dalle mura civiche, e rappresentavano un punto di riferimento importante per tutta la comunità sia dal punto di vista spirituale che dal punto di vista amministrativo.

Le pievi erano assimilate da un comune denominatore: il fonte battesimale, che garantiva la somministrazione del battesimo ai fedeli del contado. L’itinerario può essere percorso in auto; a chi, invece, vuole ritrovare le affascinanti atmosfere del Medioevo e scoprire queste belle chiese che appaiono all’improvviso, alla fine di una via o dietro una macchia di vegetazione, consigliamo la bicicletta. L’itinerario può infatti essere percorso in diverse tappe, con soste presso le strutture ricettive (numerosi gli agriturismi e i B&B) che punteggiano la zona.

1. Pieve di S. Apollinare a Longana
Come arrivare: Da Ravenna si prende la Strada Statale 67 Tosco Romagnola, “Ravegnana”, verso Forlì. A 6 km da Ravenna, in località Longana, si trovano le indicazioni per la Pieve.
Apertura: generalmente tutti i giorni dalle 08.00 alle 19.00 circa (tel. 0544 497629).
Breve descrizione: S. Apollinare, primo Vescovo di Ravenna, fu martire e patrono di Ravenna. La Chiesa è databile intorno agli anni 1045-1079. I radicali interventi ne hanno modificato l’orientamento in maniera radicale. La Pieve si presenta a navata unica, con un bel campanile quadrato e guglia, aggiunta moderna degli anni Trenta.

2. Pieve di S. Pancrazio a S. Pancrazio di Russi
Come arrivare: dalla Strada Statale 67 Tosco Romagnola ci si immette, in località Ghibullo, sulla Provinciale 5, seguendo le indicazioni per S. Pancrazio.
Apertura: sede di parrocchia, è generalmente aperta (tel. 0544 535202).
Breve descrizione: Pieve millenaria, non ha superato indenne le offese dell’ultima guerra mondiale. La facciata è caratterizzata da un imponente slancio verticale, mentre l’abside presenta la consueta caratterizzazione dei monumenti ravennati: all’esterno è di forma poligonale, all’interno è di forma circolare.

3. Pieve di S. Stefano in Trento a S. Pietro in Trento (Ra)
Come arrivare: da San Pancrazio seguire le indicazioni Chiesuola, Filetto e poi San Pietro in Trento.
Apertura: tel. parroco: 0544 568628.
Breve descrizione: il nome della pieve – “in trento” – rimanda ad un’importante caratteristica di questa tipologia di edifici religiosi: le pievi erano sempre costruite in luoghi strategici per le comunicazioni e gli scambi. Qui ci troviamo al trentesimo miglio della centuriazione romana, a metà strada fra Ravenna e Forlì. Una curiosità su S. Stefano in Trento è che la chiesa ha una pianta asimmetrica con tutti gli angoli irregolari, per cui i muri non sono paralleli!

4. Pieve di S. Lorenzo in Vado Rondino a S. Pietro in Vincoli (Ra)
Come arrivare: Percorrendo la Strada Statale 67 Tosco Romagnola si arriva fino alla località Coccolia, superata la quale si trovano le indicazioni per S. Pietro in Vincoli: entriamo nel territorio del “Decimano”, zona pianeggiante attraversata dalla via di collegamento fra Ravenna e Cesena – l’attuale SS 71 – e fortemente caratterizzata dalla centuriazione, la divisione del territorio attuata dai Romani che ha nettamente segnato la geografia di questi territori.
Apertura: per visite tel. 0544 551113.
Breve descrizione: L’edificio si trova sul guado del fiume Ronco, che un tempo rappresentava il confine tra la Diocesi di Ravenna e quella di Forlì. Di originale si conserva l’abside del VII-VIII sec., mentre nella muratura si può vedere, inglobato durante una delle ricostruzioni dell’edificio, un frammento di sarcofago romano.

5. Pieve di S. Cassiano in Decimo a Campiano (Ra)
Come arrivare: Da S. Pietro in Vincoli si prosegue seguendo le indicazioni per Campiano.
Apertura: per visite tel. 0544 563031.
Breve descrizione: Questa pieve, a navata unica, si differenzia dal modello degli edifici ravennati della zona, che si presentano infatti a tre navate. Interessantissimo il campanile a pianta quadrata e inglobato nello spigolo della chiesa: in una delle fiancate si scorge una statuetta, forse proveniente da un antico tempio pagano, che raffigura un’effigie femminile, chiamata scherzosamente dagli abitanti locali “la Bartolla”.

6. Pieve di S. Bartolomeo ad Decimum a S. Zaccaria (Ra)
Come arrivare: da Campiano ci si dirige verso la SS 71, qui si gira a destra in direzione Cesena e si prosegue fino a S. Zaccaria.
Apertura: per visite tel. 0544 554023.
Breve descrizione: La chiesa si trova al decimo miglio romano partendo dalla consolare via Emilia. L’edificio attuale risale alla metà del 1700, costruito su una chiesa più antica citata per la prima volta in un documento del 983. All’interno è possibile vedere pregevoli altari marmorei.

7. Pieve di S. Pietro in Quinto a Pievequinta (Forlì)
Come arrivare: Si riprende la SS 71 in direzione Cesena. Dopo Casemurate si gira a destra per Forlì. Si prosegue fino all’incrocio con l’indicazione per Pievequinta. Si supera l’abitato e si prende, sulla destra, via del Cippo, in fondo alla quale si trova la pieve.
Apertura: per visite tel. 0543 728107.
Breve descrizione: la pieve è dedicata ai santi Pietro e Paolo; nel campanile, a pianta rotonda come quello di S. Apollinare in Classe, si vedono lastre marmoree di epoca romana utilizzate come materiale di reimpiego.

8. Pieve di S. Maria in Acquedotto (Forlì)
Come arrivare: Si prende la SP 2(detta “cervese”) in direzione Forlì. Giunti a Forlì, alla prima rotonda, proseguire a destra in direzione dell’autostrada A14. L’accesso alla Pieve (via Ca’ Mingozzi) si trova accanto all’imbocco del casello autostradale di Forlì.
Apertura: per visite tel. 0543 720040.
Breve descrizione: il nome della Pieve deriva dall’acquedotto romano che partiva da Meldola e, passando da qui, proseguiva per Ravenna. Per la costruzione dell’edificio furono utilizzati materiali di reimpiego provenienti anche dall’acquedotto.
La troviamo citata per la prima volta in fonti d’archivio nel 965. Successivi interventi risalgono ai secoli XIII e XVI mentre a tempi più recenti risalgono i lavori di apertura delle due finestre di sapore romanico in facciata, nonché la modifica del portale d’ingresso.
L’interno, con abside semicircolare, doveva essere completamente affrescato. Da ammirare un piccolo organo settecentesco, una Madonna in stucco del ‘500 attribuita al Rossellino, e un piccolo quadro, che risale alla fine del ‘600, raffigurante la Natività della Vergine.

9. Pieve di S. Donato a Polenta di Bertinoro
Come arrivare: da Forlì seguire le indicazioni per Forlimpopoli (SS 9,via Emilia). A Forlimpopoli entrare verso il centro, e girare a destra in direzione Meldola. Deviare poi a sinistra seguendo le indicazioni per Fratta Terme e da qui per Polenta.
Apertura: la pieve è normalmente aperta durante il giorno a partire dalle 9.00 fino alle 18.00 (tel. 0543 445300).
Breve descrizione: citata per la prima volta in un documento del 911, che tuttavia non ne fornisce una descrizione, la pieve fu più volte rimaneggiata. Situata in una straordinaria posizione panoramica, su un’altura che consente di ammirare nella su interezza la piccola Bertinoro, la pieve di Polenta fu rimaneggiata per l’ultima volta del XX secolo. L’edificio si presenta oggi con una semplice facciata a capanna ed annesso campanile. L’interno è suddiviso da spessi pilastri in tre navate. La piccola cripta è l’unica parte superstite del primitivo edificio.
La tradizione vuole che nei pressi della pieve di dantesca memoria– l’Alighieri forse si fermò qui a pregare – sorgesse il cipresso dove Francesca da Polenta, resa immortale dalle pagine della Commedia per il suo tragico amore con Paolo Malatesta, si recava spesso per trovare ristoro.
Di fianco alla pieve un busto raffigurante l’effigie di Carducci ricorda l’Ode alla Chiesa di Polenta, opera composta dal grande poeta proprio in onore di questa piccola chiesa.
Sul muro della canonica vari stemmi tracciano la storia delle dominazioni e delle famiglie che hanno governato nelle terre di Romagna.

 

 
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