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VI TROVATE AL PERCORSO:
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Ambiente - Attività
 

DIGITALE TERRESTRE   << Indietro
La procedura di autorizzazione degli impianti per l’emittenza radio-tv per la transizione al digitale terrestre è disciplinata dalla Deliberazione di Giunta Regionale 978/2010. Con Deliberazione di Giunta Regionale n. 751/11 e con Determinazione Dirigenziale del Responsabile del Servizio Risanamento Atmosferico, Acustico, Elettromagnetico n. 15885/11 è stata disposta la proroga dei termini di applicazione delle disposizioni previste dalla D.G.R. 978/2010.

Per reperire le informazioni sul processo di transizione al digitale in atto nella Regione Emilia-Romagna:

http://www.decoder.regionedigitale.net/

 

Allegati:

Delibera di Giunta Regionale 978/2010

Delibera di Giunta Regionale n. 751/11
Determinazione Dirigenziale del Responsabile del Servizio Risanamento Atmosferico, Acustico, Elettromagnetico n. 15885/11

 


INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO  << Indietro


IMPIANTI RADIO TV  << Indietro

Autorizzazione  << Indietro
Gli impianti per l’emittenza radio-tv devono essere autorizzati, ai sensi del D.Lgs. n. 259/03 (art. 87) e della L.R. 30/00 (art. 6).  La domanda di autorizzazione è presentata al Comune allegando i documenti elencati nella Delibera di Giunta Regionale DGR 1138/2008. Sulla base della documentazione presentata Arpa – Ausl effettuano le valutazione ed esprimono il parere. Il Comune acquisito il parere di Arpa e Ausl autorizza entro 90 giorni dalla richiesta l’installazione degli impianti radio tv nel rispetto dei limiti di esposizione ai campi elettromagnetici tenuto conto delle esigenze di copertura del servizio e in conformità con il Piano provinciale per la localizzazione dell’emittenza radio televisiva, inviando copia dell’autorizzazione anche ad Arpa. Ai fini del rilascio deve essere effettuato dal richiedente il pagamento delle spese occorrenti per l’istruttoria ai sensi della DGR 1138/2008. Tali spese non sono comprensive degli oneri previsti per il rilascio del permesso di costruire qualora previsto. Gli interventi autorizzati devono essere realizzati, a pena di decadenza, nel termine perentorio di 123 mesi dalla ricezione del provvedimento abilitatorio. Il gestore è tenuto a dare tempestiva comunicazione dell’avvenuta messa in funzione dell’impianto al Comune e contestualmente ad Arpa corredata di documentazione fotografica in formato elettronico. Dovranno essere altresì comunicate l’eventuale dismissione o cessione dell’impianto e/o la modifica della ragione sociale, entro 30 giorni successivi dalle sopraindicate variazioni.


Risanamento degli impianti radio tv  << Indietro
Gli impianti esistenti per l’emittenza radio tv devono essere autorizzati e adeguati alle norme di legge, attraverso i Piani di risanamento che prevedono la riduzione a conformità nel rispetto dei limiti di esposizione e/o la delocalizzazione. I gestori degli impianti richiedono l’autorizzazione ovvero presentano il Piano di risanamento contenente modalità e tempi di riconduzione a conformità dell’impianto. I Piani di risanamento sono approvati dal Comune sentita la Provincia interessata e acquisito il parere di ARPA e AUSL. Gli interventi contenuti in detti Piani possono essere dichiarati di pubblico interesse, urgenti e indifferibili. L’approvazione del Piano di risanamento ricomprende l’autorizzazione. La delocalizzazione deve essere effettuata nelle aree previste dal PPLERT e completata entro 6 mesi dall’approvazione del Piano di risanamento. Dell’avvenuta realizzazione degli interventi di adeguamento si limiti di esposizione il gestore dà comunicazione al Comune entro 30 giorni dalla loro realizzazione.

Allegati:
Decreto legislativo 259/2003 “Codice delle Comunicazioni elettroniche”         
Legge 36/2001          
Legge regionale 30/2000       
Delibera di Giunta Regionale 1138/2008        
Accordo di programma per il risanamento dell'inquinamento elettromagnetico  
 

Modulistica:
- Modulo dichiarazione relativa al rispetto degli obblighi in materia di salute sicurezza nei luoghi di lavoro - Autorizzazione impianto comunicazione elettroniche
Modulo dichiarazione relativa al rispetto degli obblighi in materia di documentazione antimafia - Autorizzazione impianto comunicazione elettroniche




IMPIANTI PER LA TELEFONIA MOBILE
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Autorizzazione   << Indietro
Gli impianti fissi per la telefonia mobile devono essere autorizzati ai sensi del D.lgs. 259/03 (art. 87) e della L.R. 30/2000 (art. 8) e s.m.i. in recepimento della Legge 36/2001. Le valutazioni effettuate in sede di rilascio dell’autorizzazione ricomprendono anche la valutazione sui possibili impatti relativi al paesaggio e al patrimonio storico, culturale e ambientale e si intendono esaustive delle valutazioni di impatto ambientale.

Programma annuale delle installazioni fisse   << Indietro
Fino al completamento delle reti di telefonia mobile, entro il 30 settembre di ogni anno i gestori presentano al Comune il Programma annuale delle installazioni fisse da realizzare. L’autorizzazione è rilasciata dal Comune a seguito della presentazione da parte del gestore di rete per telefonia mobile del Programma annuale delle installazioni fisse da realizzare. Il Programma è corredato dalla localizzazione degli apparati e dalla documentazione tecnica per la valutazione dei campi elettromagnetici redatta ai sensi della direttiva approvata con DGR 1138/2008. Le spese occorrenti per l’istruttoria delle domande di autorizzazione del programma annuale sono a carico del richiedente. Il pagamento deve essere effettuato al rilascio dell’autorizzazione. Il Comune attraverso la pubblicazione su un quotidiano locale dà notizia alla cittadinanza dell’avvenuta presentazione del Programma fissando un termine per la presentazione delle osservazioni. Il Comune, acquisito il parere di Arpa e Ausl, autorizza l’installazione degli impianti previsti nel programma o parte di essi. L’autorizzazione è rilasciata entro 90 giorni dalla presentazione del Programma e contiene le deduzioni in ordine alle osservazioni presentate.

Singole installazioni di impianti fissi per la telefonia mobile   << Indietro
L’autorizzazione a singole installazioni di impianti fissi e a riconfigurazioni di impianti esistenti è rilasciata dal Comune, ai sensi del D.Lgs. 259/03 (art. 87) e della L.30/00 (art. 8)  a seguito della presentazione da parte del gestore di rete per telefonia mobile della richiesta di installazione di impianto fisso per la telefonia mobile. La richiesta  è corredata dalla localizzazione degli apparati e dalla documentazione tecnica per la valutazione dei campi elettromagnetici redatta ai sensi della direttiva approvata con DGR 1138/2008. Le spese occorrenti per l’istruttoria delle domande di autorizzazione sono a carico del richiedente. Il pagamento deve essere effettuato al rilascio dell’autorizzazione. Il Comune attraverso la pubblicazione su un quotidiano locale ne dà notizia alla cittadinanza, pur senza diffondere i dati caratteristici dell’impianto, fissando un termine per la presentazione delle osservazioni. Copia della istanza viene inoltrata contestualmente ad ARPA – AUSL che si pronunciano entro trenta giorni. Il responsabile del procedimento può richiedere una sola volta, entro quindici giorni dalla data di ricezione dell’istanza, il rilascio di dichiarazioni e l’integrazione della documentazione prodotta. Il termine inizia nuovamente a decorrere dal momento dell’avvenuta integrazione documentale. Il Comune, acquisito il parere di Arpa e Ausl, autorizza l’installazione degli impianti. L’autorizzazione è rilasciata entro 90 giorni dalla presentazione della richiesta e contiene le deduzioni in ordine alle osservazioni presentate. Decorsi inutilmente i termini previsti per il rilascio del provvedimento, la domanda di autorizzazione si intende accolta. In caso di pluralità di domande, viene data precedenza a quelle presentate congiuntamente da più operatori. Le opere o le modifiche agli impianti devono essere realizzate, a pena di decadenza, nel termine perentorio di 12 mesi dalla ricezione del provvedimento abilitatorio. Il gestore è tenuto a dare tempestiva comunicazione dell’avvenuta messa in funzione dell’impianto al Comune e contestualmente ad Arpa corredata di documentazione fotografica in formato elettronico.

Risanamento degli impianti   << Indietro
Gli impianti esistenti di telefonia mobile che non rispettano le disposizioni normative sono ricondotti a conformità ovvero sono delocalizzati. A tale fine i gestori degli impianti presentano il Comune il programma degli interventi di risanamento contenente i tempi e le modalità di attuazione. Gli interventi di delocalizzazione sono autorizzati dal Comune su parere di ARPA e AUSL con le modalità per l’autorizzazione dei nuovi impianti. Dell’avvenuta realizzazione degli interventi di adeguamento ai limiti di esposizione fissati per legge, il gestore dà comunicazione al Comune entro 30 giorni dalla loro realizzazione.


IMPIANTI MOBILI DI TELEFONIA MOBILE    << Indietro 
Degli impianti mobili di telefonia mobile è data comunicazione al Comune 45 giorni prima della loro collocazione. La comunicazione deve essere corredata dal parere favorevole di Arpa e Ausl. La DGR 1138/2008 stabilisce la documentazione a corredo della comunicazione al comune e la documentazione da presentare ad Arpa per il rilascio del parere da allegare alla comunicazione.  Il Comune nei trenta giorni successivi alla comunicazione può chiedere al gestore una diversa localizzazione. Decorsi i termini autorizzati o assentiti per l’esercizio temporaneo dell’impianto, la mancata rimozione degli impianti si configura come installazione non autorizzata.

Allegati:
Decreto legislativo 259/2003 “Codice delle Comunicazioni elettroniche”
Legge 36/2001   
Legge regionale 30/2000  
Delibera di Giunta Regionale 1138/2008 


PROCEDIMENTI SEMPLIFICATI  << Indietro
Gli apparati radioelettrici di reti di comunicazione elettronica con potenza complessiva al connettore d’antenna non superiore a 2 watt sono soggetti alla sola comunicazione al Comune e ad ARPA 45 giorni prima della loro installazione. Tali impianti sono inoltre soggetti alle disposizioni dell’art. 6 bis della L.R. 30/00 (Catasto degli impianti fissi per l’emittenza radiotelevisiva) e dell’art. 11 della L.R. 30/00 (Catasto degli impianti fissi per la telefonia mobile). Pertanto i gestori sono tenuti a presentare ad Arpa l’elenco degli impianti installati. I Comuni a loro volta devono trasmettere ad Arpa l’elenco delle Autorizzazioni rilasciate. Qualora la modifica di un impianto per la telefonia mobile già autorizzato non determini un incremento di campo elettrico, il gestore vi provvede previa comunicazione ad Arpa e al Comune, che entro il termine di dieci giorni dalla ricezione della comunicazione può chiedere che la modifica impiantistica sia soggetta al procedimento di autorizzazione. Ai sensi dell’art. 87 del Dlgs 259/2003, nel caso di installazione di impianti, con tecnologia UMTS od altre, con potenza in singola antenna uguale od inferiore a 20 watt, è sufficiente la segnalazione certificata di inizio attività conforme al modello B di cui all’allegato 13 al Dlgs 259/2003, oltre alla documentazione richiesta dalla DGR 1138/2008 per la verifica del rispetto dei limiti, dei valori e degli obiettivi di qualità. Copia della denuncia viene inoltrata contestualmente ad ARPA – AUSL che si pronunciano entro trenta giorni. Il responsabile del procedimento può richiedere una sola volta, entro quindici giorni dalla data di ricezione della denuncia, il rilascio di dichiarazioni e l’integrazione della documentazione prodotta. Il termine inizia nuovamente a decorrere dal momento dell’avvenuta integrazione documentale. Tale DIA si intende accolta qualora entro novanta giorni dalla presentazione della documentazione completa, non sia stato comunicato un provvedimento di diniego. Le opere devono essere realizzate, a pena decadenza, nel termine perentorio di dodici mesi dalla ricezione del provvedimento autorizzatorio espresso, ovvero della formazione del silenzio assenso. Ai sensi dell’art. 87 bis del Dlgs 259/2003 nel caso di installazione di apparati con tecnologia UMTS, sue evoluzioni o altre tecnologie per impianti radioelettrici preesistenti o di modifica della caratteristiche trasmissive, può essere presentata la segnalazione certificata di inizio di attività conforme al modello B di cui all’allegato n.13 al Dlgs  259/2003, oltre alla documentazione richiesta dalla DGR 1138/2008 per la verifica del rispetto dei limiti, dei valori e degli obiettivi di qualità. Qualora entro trenta giorni dalla presentazione del progetto e della relativa domanda sia stato comunicato un provvedimento di diniego da parte del Comune o da parte di Arpa – Ausl, la denuncia è priva di effetti. 

Modulistica:
1-  Modulo dichiarazione del progettista connessa a SCIA- comunicazioni elettroniche
2- Modulo comunicazione inizio lavori – SCIA – comunicazioni elettroniche
3- Modulo dichiarazione relativa al rispetto degli obblighi in materia di salute sicurezza nei luoghi di lavoro - SCIA -comunicazioni elettroniche
4- Modulo dichiarazione relativa al rispetto degli obblighi in materia di documentazione antimafia - SCIA -comunicazioni elettroniche

5- Modulo comunicazione fine lavori - SCIA - comunicazioni elettroniche




INQUINAMENTO ACUSTICO    << Indietro
La protezione dall’esposizione al rumore è disciplinata a livello nazionale dalla legge 447/95, (legge quadro in materia di inquinamento acustico), e a livello regionale dalla LR 15/01, (disposizioni in materia di inquinamento acustico).
Appare utile richiamare la definizione di inquinamento acustico data dal legislatore nella Legge 447 del 26/10/1995 come "l´introduzione di rumore nell´ambiente abitativo o nell´ambiente esterno tale da provocare fastidio o disturbo al riposo ed alle attività umane, pericolo per la salute umana, deterioramento degli ecosistemi, dei beni materiali, dei monumenti, dell´ambiente abitativo o dell´ambiente esterno o tale da interferire con le legittime fruizioni degli ambienti stessi".
Fra le principali sorgenti di rumore ambientale (vale a dire il rumore nell´ambiente esterno e negli ambienti abitativi) vi sono le infrastrutture dei trasporti ed il traffico ad esse correlato, le attività di servizio/commerciali, le attività industriali e artigianali, le attività temporanee rumorose quali: cantieri, manifestazioni ricreative, ed altre attività legate all’agricoltura.

LIMITI DI ESPOSIZIONE    << Indietro
La Legge Quadro sull’inquinamento acustico n.447/95 che stabilisce che i comuni provvedano alla suddivisione dei territori secondo la classificazione stabilita dal D.P.C.M. 14.11.1997 “Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore”. Tale decreto definisce 6 zone omogenee in relazione alla loro destinazione d’uso, per ciascuna di queste sono individuati i valori limite di emissione, i valori limite di immissione, i valori di attenzione ed i valori di qualità, distinti per i periodi diurno (ore 6,00-22,00) e notturno (ore 22,00-6,00).
Secondo quanto stabilito dalla Legge Quadro 447/95 la determinazione dei criteri di riferimento per la zonizzazione è di competenza regionale (artt. 4 e 6). Nel Bollettino del 31.10.2001 della Regione Emilia Romagna, in esecuzione di quanto disposto dalla L.R. n.15/2000, è stata emanata la direttiva n.2053 per la redazione delle zonizzazioni comunali. Si riporta di seguito l’elenco delle classi in cui deve essere suddiviso il territorio comunale:
Classe I: Aree particolarmente protette Limite diurno 50 dB/ Limite notturno 40 dB
Rientrano in questa classe le aree nelle quali la quiete rappresenta un elemento di base per la loro utilizzazione: aree ospedaliere, aree scolastiche, aree destinate al riposo e allo svago, aree residenziali rurali e di particolare interesse urbanistico, parchi pubblici, ecc.
Classe II: Aree Prevalentemente residenziali Limite diurno 55 dB /Limite notturno 45 dB
Si tratta di aree urbane interessate prevalentemente da traffico veicolare locale, con bassa densità di popolazione e limitata presenza di attività commerciali ed assenza di attività industriali ed artigianali.
CLASSE III: Aree di tipo mistoLimite diurno 60 dB /Limite notturno 50 dB
Aree urbane interessate da traffico veicolare locale o di attraversamento, con media densità di popolazione, con presenza di attività commerciali e di uffici, con limitata presenza di attività artigianali e con assenza di attività industriali, aree rurali con impiego di macchine operatrici.
CLASSE IV: Aree di intensa attività umana Limite diurno 65 dB/ Limite notturno 55 dB
Aree urbane interessate da intenso traffico veicolare, con alta densità di popolazione, elevata presenza di attività commerciali ed uffici, presenza di attività artigianali, aree in prossimità di strade di grande comunicazione, di linee ferroviarie, di aeroporti e porti, aree con limitata presenza di piccole industrie.
CLASSE V: Aree prevalentemente industriali Limite diurno 70 dB /Limite notturno 60 dB
Aree interessate da insediamenti industriali e con scarsità di abitazioni.
CLASSE VI: Aree esclusivamente industriali Limite diurno 70 dB /Limite notturno 70 dB
Aree esclusivamente interessate da attività industriali e prive di insediamenti abitativi.
La classificazione delle zone viene effettuata attraverso una analisi delle basi cartografiche territoriali e degli elaborati della strumentazione urbanistica vigente dalla quale è possibile identificare scuole, attrezzature sanitarie ed assistenziali, parchi e giardini pubblici (classe I) e le aree ad uso produttivo (classi V e VI). Per la individuazione delle classi II, III e IV viene fatto riferimento ai seguenti tre parametri di valutazione: densità di popolazione (abitanti/ettaro), densità di esercizi commerciali (sup. occupata dalle attività/superficie sezione di censimento), densità di attività artigianali (sup. occupata dalle attività/superficie sezione di censimento). I valori dedotti per ognuno dei tre parametri vengono tradotti in un punteggio complessivo finale che permette la classificazione della zona in II, III o IV classe.

Piano di zonizzazione acustica comunale   << Indietro
Con Delibera di C.C. n. 16 del 10.03.2010 è stato approvato il Piano di zonizzazione acustica, che è lo strumento previsto dalla legge quadro sull'inquinamento acustico e consiste nella suddivisione in zone del territorio comunale; ad ogni zona sono associati limiti di rumorosità ambientale e limiti di rumorosità per ciascuna sorgente. Inoltre sono previsti limiti di attenzione che segnalano la presenza di un potenziale rischio per la salute umana o per l'ambiente e valori di qualità da conseguire nel breve, nel medio e nel lungo periodo, con tecnologie e metodiche di risanamento disponibili, per realizzare gli obiettivi di tutela previsti dalla legge.
Allegati:
Deliberazione di Consiglio Comunale n. 16 del 10.03.2010
Piano di zonizzazione acustica:   
NTA   
Relazione  
Tavola 1   
Tavola 2   
Tavola 3   
Tavola 4   
Tavola 5   
Tavola 6   
Tavola 7   
Tavola 8   


Regolamento delle attività rumorose   << Indietro
Allegato
Regolamento delle attività rumorose 


INQUINAMENTO ATMOSFERICO
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Limitazioni alla circolazione

Il Comune di Bertinoro rientra nell'Agglomerato R11 (che costituisce il territorio più critico – Forlì, Forlimpopoli, Bertinoro zona valle, Cesena, Gambettola e  Longiano zona valle) In attuazione del Piano di Gestione della Qualità dell’Aria approvato con deliberazione del Consiglio Provinciale n° 84071/175 del 24 settembre 2007, viene annualmente sottoscritto un Protocollo di intesa a livello provinciale per l'adesione alle limitazioni del traffico previste nella stagione autunno-inverno (dal 01 dicembre al 31 marzo) dall'Accordo di programma regionale sulla qualità dell'aria.
Dal 01/12/2011 e fino al 31/03/2012 è previsto lo stop della circolazione dei veicoli più inquinanti dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle ore 18.30 nel Centro storico di Bertinoro.
Allegato:
Ordinanza di limitazione del traffico anno 2011 - 2012   
Link: www.liberiamolaria.it .

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Programma annuale 2012 degli interventi - Piano di Risanamento della qualità dell'aria della Zona A
Nel corso della riunione del 23 novembre 2011 della Conferenza dei Sindaci per la Qualità dell'Aria è stato presentato il “Bilancio Ambientale del Piano provinciale di gestione della qualità dell’aria - IV° Report di monitoraggio - anno 2010)”, che è scaricabile dal sito www.provincia.fc.it/pianoaria al riquadro sulla sinistra “Monitoraggio del piano”.
Il Piano di Risanamento richiede l'attuazione di tutte le azioni indicate nel Programma Generale delle Azioni al fine di raggiungere gli obiettivi di qualità ambientale stabiliti dalla normativa di riferimento. Ad ogni singola azione si deve dare attuazione nel rispetto dei tempi previsti dal Piano:
breve termine = realizzata nei primi 3 anni cioè 2008-2009-2010;
medio termine = realizzata nel 4° o 5° anno cioè 2011-2012;
lungo termine = avviata entro il 5° anno cioè entro il 2012.
Il Piano prevede inoltre che ogni anno la Conferenza dei Sindaci approvi un Programma annuale degli interventi che ogni soggetto si impegna a realizzare nell'anno successivo. Negli anni precedenti la Conferenza dei Sindaci aveva approvato i programmi per il 2009, 2010 e 2011 (disponibili sul sito www.provincia.fc.it/pianoaria al riquadro sulla sinistra “Programmi annuali”)
Allegato:
Programma Piano Aria 2012



Contributi alla trasformazione dell’alimentazione dei veicoli da benzina a GPL o Gas metano   << Indietro
Allegati:
contributi trasformazione veicoli_avviso.pdf
DeliberaGM_235_2009.pdf


Guida al risparmio di carburante e alle emissioni di CO2 delle autovetture   << Indietro 
Campagna di informazione del Ministero dello Sviluppo Economico "Guida al risparmio di carburante e alle emissioni di CO2 delle autovetture DPR 17 febbraio 2003 n. 84" (scaricabile sul sito: http://www.sviluppoeconomico.gov.it/pdf_upload/documenti/php9WNDwN.pdf )


INQUINAMENTO IDRICO
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Autorizzazione agli scarichi idrici
 
Negli interventi edilizi che prevedono un tipo di scarico per il quale è necessaria la preventiva autorizzazione, la richiesta di permesso di costruire deve essere corredata dalla domanda di autorizzazione allo scarico (ai sensi degli artt. 124,125 del dlgs. 152/06).
E’ di competenza del Comuni il rilascio dell’autorizzazione allo scarico delle acque reflue domestiche in corso d’acqua superficiale, previo parere di Arpa sulla documentazione trasmessa dal comune, nonché il rilascio dell’autorizzazione allo scarico per le acque reflue industriali recapitanti in pubblica fognatura e delle acque reflue industriali, assimilate alle domestiche, recapitanti anch’esse in pubblica fognatura, previo parere di Hera, sulla base della documentazione che il singolo richiedente consegna direttamente ad Hera.
La richiesta di autorizzazioni allo scarico per gli agriturismi, la competenza è della Provincia la quale svolge l'istruttoria e rilascia l'atto finale: la domanda va presentata direttamente in Provincia.
Allegati:
01-Rich Nulla Osta dom A3 ATO1.pdf
02-Dichiarazione di conformità finale ATO1.pdf
03-Dichiarazione conf rete fog int ATO1.pdf
04-Rich scarico industriale A3 ATO1.pdf
04-Rich scarico industriale A4 ATO1.pdf
05-Rich Rinnovo Industriali ATO1.pdf
06-Scheda tecnica allacciamento industriali ATO1.pdf
07-Dichiarazione ass req di accesso.pdf
documenti_Arpa.pdf




VALUTAZIONE D’IMPATTO AMBIENTALE   << Indietro  

La Valutazione d´Impatto Ambientale (VIA) individua, descrive e valuta gli effetti diretti ed indiretti di un progetto e delle sue principali alternative, compresa l’alternativa zero, sull’uomo, sulla fauna, sulla flora, sul suolo, sulle acque di superficie e sotterranee, sull’aria, sul clima, sul paesaggio e sull’interazione fra detti fattori, nonché sui beni materiali e sul patrimonio culturale, sociale ed ambientale e valuta inoltre le condizioni per la realizzazione e l’esercizio delle opere e degli impianti. La disciplina si basa sul principio dell´azione preventiva, in base alla quale la migliore politica consiste nell´evitare fin dall´inizio l´inquinamento e le altre perturbazioni anziché combatterne successivamente gli effetti.
La Regione Emilia-Romagna, ha dato attuazione alle Direttive 85/337/CEE e 97/11/CE e al D.P.R. 12 aprile 1996, con la Legge regionale 9/99 “Disciplina della procedura di valutazione dell´impatto ambientale”. Le procedure disciplinate dalla legge regionale 9/99 hanno lo scopo di prevedere e stimare l´impatto ambientale di impianti, opere o interventi, di identificare e valutare le possibili alternative, compresa la non realizzazione degli stessi, di indicare le misure per minimizzare o eliminare gli impatti negativi.
Il Comune di Bertinoro ha sottoscritto con la Provincia di Forlì-cesena una convenzione per la istruttoria delle procedure di VIA o di SCREENING di competenza comunale per il biennio 2010-2011.
Allegati
Deliberazione di Giunta Regionale 1238_2002.pdf
Legge Regionale 1999-9.pdf
Deliberazione di Giunta Comunale_54_2010_Convenzione_Provincia.pdf
DGM_54_2010_Convenzione_Provincia_allegato.pdf

Procedimenti di VIA/SCREENING in corso:
link: http://www.provincia.fc.it/pianificazione/via/via_aperte.asp?f_ricerca=S


AREE PROTETTE E VALUTAZIONE D’INCIDENZA
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I siti della Rete Natura 2000 (SIC e ZPS)

Rete Natura 2000 è un progetto che trae origine dalla Direttiva dell´Unione Europea n. 43 del 1992 denominata "Habitat" finalizzata alla conservazione della diversità biologica e, in particolare, alla tutela di una serie di habitat e di specie animali e vegetali particolarmente rari. La Direttiva in questione prevede che gli Stati dell´Unione Europea contribuiscano alla costituzione della rete ecologica Natura 2000 individuando aree di particolare pregio ambientale denominate Siti di Importanza Comunitaria (SIC), ai quali vanno aggiunte le Zone di Protezione Speciale (ZPS), previste dalla Direttiva n. 409 del 1979, denominata "Uccelli".

Sito d'Importanza Comunitaria (SIC): è un sito Natura 2000 designato ai sensi della Direttiva Habitat che, nella regione biogeografica cui appartiene, contribuisce in modo significativo a mantenere o a ripristinare un tipo di habitat o una specie d'interesse comunitario, in uno stato di conservazione soddisfacente. Può, inoltre, contribuire alla coerenza della Rete Natura 2000, poiché contribuisce in modo significativo al mantenimento della diversità biologica nella regione biogeografica interessata. Per le specie animali che
occupano ampi territori, i Siti di Importanza Comunitaria corrispondono ai luoghi, all’interno dell’area di
distribuzione naturale di tali specie, che presentano gli elementi fisici o biologici essenziali alla loro vita ed alla riproduzione.
Nel Comune di Bertinoro è ricompreso il SIC IT4080006 “Meandri del Fiume Ronco”.
Link:
http://www.regione.emilia-romagna.it/natura2000/
http://www.regione.emilia-romagna.it/wcm/natura2000/siti/it4080006.htm


La Valutazione d’incidenza   << Indietro
Per poter salvaguardare l’integrità dei siti Natura 2000 e, in particolare, degli habitat e delle specie animali e
vegetali di interesse comunitario in essi presenti, la Direttiva Habitat, oltre a prevedere che per ogni sito siano obbligatoriamente approvate specifiche Misure di conservazione ed eventualmente anche Piani di gestione e che siano, altresì, attuate azioni di monitoraggio delle dinamiche connesse ai livelli di biodiversità in essi presenti, ha individuato uno specifico procedimento amministrativo, di carattere preventivo, finalizzato alla valutazione degli effetti delle trasformazioni del territorio sulla conservazione della biodiversità denominato “valutazione di incidenza”.
Tale procedimento, al quale è necessario sottoporre qualsiasi Piano generale (territoriale, urbanistico, ecc.) o di settore (piani faunistico-venatori, delle attività estrattive, di assestamento forestale, ittici, agricoli, ecc.), Progetto o Intervento, ad eccezione di quelli che non determinano un’incidenza negativa significativa sui siti, tra cui quelli indicati nella Tabella E della Direttiva approvata con Deliberazione della Giunta Regionale n. 1191 del 30-07-2007, è finalizzato alla verifica dell’eventualità che gli interventi previsti, presi singolarmente o congiuntamente ad altri, possano determinare significative incidenze negative su di un sito Natura 2000, tenuto conto degli obiettivi di conservazione del medesimo.
Pertanto, nelle fasi di pianificazione territoriale e di programmazione degli interventi sul territorio, dovendo
tenere conto della valenza naturalistica dei siti della Rete Natura 2000, i soggetti proponenti di piani o progetti devono sottoporli alla valutazione d'incidenza, previa elaborazione di uno specifico “studio d'incidenza”, ad eccezione di quelli per i quali la fase di pre-valutazione si sia conclusa positivamente.
Ciò vale per tutti i piani, i progetti o gli interventi ricadenti all’interno dei siti Natura 2000 ed anche per quelli che, seppure ubicati all’esterno, possono comportare incidenze negative significative sugli habitat o sulle specie animali e vegetali d'interesse comunitario presenti nei siti. Nel caso di piani, progetti ed interventi ubicati all’esterno dei siti Natura 2000, sono le autorità competenti alla loro approvazione che valutano l'opportunità o meno di sottoporli a valutazione di incidenza, in funzione delle possibili incidenze negative significative che gli stessi determinerebbero nei siti Natura 2000 limitrofi alle aree oggetto di intervento.
Le valutazioni di incidenza di piani, progetti ed interventi devono essere effettuate nel rispetto della normativa comunitaria, nazionale e regionale, delle misure generali e specifiche di conservazione delle ZPS e dei SIC, nonché delle norme contenute negli eventuali piani di gestione dei siti della Rete Natura 2000 vigenti, tenendo conto degli obiettivi di conservazione del sito stesso.
La valutazione d'incidenza ha, quindi, lo scopo di verificare la compatibilità ambientale d'ogni trasformazione del territorio attraverso l’analisi delle possibili conseguenze negative sugli habitat e sulle specie animali e vegetali d'interesse comunitario derivanti dalla realizzazione delle opere previste dai piani, dai progetti o dagli interventi.
Allegati:
Delibera Giunta regionale_1191_2007.pdf
legge regionale della giunta regionale numero 1191 del  2004-7.pdf
Modulistica:
http://www.regione.emilia-romagna.it/wcm/ERMES/Canali/ambiente/aree_protette/Rete_Natura_2000.htm


RISCHIO IDROGEOLOGICO   << Indietro

Il Piano Stralcio per il rischio idrogeologico" (intendendo con questa dicitura sia il rischio idraulico che quello dovuto all’instabilità dei versanti), individua le aree dove la maggiore vulnerabilità del territorio si lega a maggiori pericoli per le persone, le cose ed il patrimonio ambientale, pervenendo ad una articolazione puntuale dei livelli di rischio e fornendo criteri ed indirizzi utili alla adozione di misure preventive strutturali e non strutturali in grado di mitigare gli effetti negativi sul territorio ed i beni esposti.
Il "Piano Stralcio per il Rischio Idrogeologico", redatto dall’Autorità di bacino dei Fiumi romagnoli, è stato approvato con Delibera della Giunta Regionale n. 350 del 17/03/2003.
Con Delibera della Giunta Regionale 144 del 16 febbraio 2009  è stata approvata la Variante al Piano stralcio per il rischio idrogeologico. Variante normativa al titolo III Assetto Idrogeologico”
E’ stato inoltre adottato dal Comitato Istituzionale con delibera n. 2/1 del 21/04/2008 (.doc, 50KB) "Progetto di variante al Titolo II - Assetto della rete idrografica" del "Piano Stralcio per il Rischio Idrogeologico". Attualmente il progetto è all’esame degli uffici regionali preposti per la formulazione delle controdeduzioni alle osservazioni e del parere regionale.
Con Deliberazione della Giunta Regionale n. 1117 del 26 luglio 2010 è stato approvato “Piano stralcio per il ischio idrogeologico. Variante cartografica e normativa dell’area a rischio frana (art.12) denominata “Bellavista” in Comune di Bertinoro (FC), adottata con Deliberazione 3/1 del 25 marzo 2010 del Comitato Istituzionale dell’Autorità Bacini Regionali Romagna.
Ai fini del calcolo dell’invarianza idraulica e del tirante idrico di riferimento, deve essere consultata la "Direttiva per le verifiche e il conseguimento degli obiettivi di sicurezza idraulica", approvata con Delibera Comitato Istituzionale n. 3/2 del 20/10/2003 .
Allegati:
Piano stralcio per il rischio idrogeologico.
Variante cartografica e normativa dell’area a rischio frana (art.12) denominata “Bellavista” in Comune di Bertinoro (FC)
Link:
http://www.regione.emilia-romagna.it/baciniromagnoli/download.htm


VINCOLO IDROGEOLOGICO   << Indietro

Nelle zone sottoposte a vincolo idrogeologico, sono soggette all’autorizzazione prevista dagli articoli 7 e seguenti del R.D. 3267 del 1923 gli interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio, nonché gli interventi di trasformazione degli ecosistemi vegetali che comportino movimento di terreno o modifichino il regime delle acque. Ai sensi dell’art. 150 della Lr 3/1999, nelle aree sottoposte a vincolo idrogeologico, le opere di modesta entità che comportano limitati movimenti di terreno, come individuati dalla direttiva approvata con Deliberazione della Giunta Regionale n. 1117/2000 sono soggette alla presentazione di una comunicazione di inizio attività, corredata di relazione tecnico-illustrativa. La medesima direttiva individua inoltre le opere che possono essere iniziate senza previa comunicazione.
Ai sensi dell’art. 149 della LR 3/1999, da maggio 2015 per il Comune di Bertinoro le attività preparatorie e istruttorie sono svolte in convenzione con l'Unione dei Comuni della Romagna Folrivese - Unione montana.
La documentazione dovrà essere trasmessa in una copia cartacea e una copia firmata ditigitalmente, come riportato nella modulistica.

Diritti di segreteria

Allegati:
VINCOLO IDROGEOLOGICO
1.Autorizzazione vincolo idrogeologico
2.Comunicazione vincolo idrogeologico
3.Sanatoria vincolo idrogeologico
4.Variante vincolo idrogeologico
5.Proroga vincolo idrogeologico

  


ATTIVITA’ ESTRATTIVE   << Indietro
Il settore estrattivo è regolato dalla Legge Regionale 18 luglio 1991 n. 17 "Disciplina delle Attività Estrattive" e s.m. Con questa legge, la pianificazione delle attività di cava è stata delegata alle Province, che predispongono i P.I.A.E. (Piano Infraregionale Attività Estrattive) ed ai Comuni, che a loro volta elaborano i PAE (Piano comunale Attività Estrattive).
Il Comune di Bertinoro con Deliberazione di Consiglio comunale n.54 del 28.05.2009 ha approvato la Variante al Piano delle attività estrattive in recepimento del PIAE della provincia di Forlì-Cesena.
Allegati
Deliberazione di Consiglio comunale n 54/2009
Allegati del Piano delle attività estrattive:
ALL A relazione tecnica_appr.pdf
ALL D NTA_appr.pdf
ALL. B RELAZIONE GEOLOGICO MINERARIA_GEOLOGO_appr.pdf
ALL. C VALSAT.pdf
ALL. E modelli.pdf
ALL. F relazione.pdf
ALL. G rel_pre_inc_pae_bertinoro_modificato.pdf
bertinoro_appr.pdf
catasto_appr.pdf
CONTRODEDUZIONI_BERTINORO.pdf
Del_PAE_Approvazione_28maggio09.pdf
lr-er-1991-17.pdf
Plani-ripristino.pdf
Relazione previsionale impatto inquinanti e acustica.pdf
TAV3A_TAVB1_PSC.pdf
TAV3B_TAVB2_PSC.pdf
TAV3C_TAVB3_PSC.pdf
TAV3D_TAVB4_PSC.pdf
TAV4_PRG.pdf
TAV5_AUTORITA' BACINO.pdf
TAV.8_VIABILITA'_appr.pdf
tav. 1_25000.pdf
TAV. 2 5000_MOD.pdf
TAV. 6 -geologica_bertinoro_appr.pdf
TAV. 7 idrogeologica_MOD.pdf
TAV. 9 programmazione estrattivaCATASTALE_MOD.pdf
TAV. 10 programmazione estrattiva5000_MOD.pdf
TAV. 11 sezioni_MODIFICATA_appr.pdf

 


AZIENDE A RISCHIO DI INCIDENTE RILEVANTE
Le attività industriali che prevedono la detenzione e/o l’utilizzo di sostanze pericolose, del tipo infiammabili, tossiche ed esplodenti, al di sopra di determinati quantitativi, sono definite a Rischio di Incidente Rilevante e sono soggette, a livello europeo, nazionale e regionale, a specifica normativa.
Nel territorio del Comune di Bertinoro è presente la Ditta “Lampogas Romagnola s.r.l.”, che svolge, nello stabilimento sito in via Emilia, 148, attività di commercio di GPL (gas petrolio liquefatto – miscele di butano e propano). In base alla normativa vigente, l’attività di tale ditta è considerata “a rischio di incidente rilevante”. La ditta Lampogas è pertanto soggetta agli obblighi previsti dalle norme vigenti relative al “controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose” (in particolare D.Lgs. 334/99 e successive modifiche e integrazioni).
Va precisato che la probabilità che si verifichi un incidente rilevante, cioè in grado di produrre danni alla popolazione e all’ambiente, è, seppur reale, estremamente bassa. La legge prevede numerosi obblighi per il gestore dello stabilimento (in materia di sicurezza degli impianti) e per le autorità pubbliche (in materia di sorveglianza e di controllo delle attività a rischio), finalizzati prima di tutto  a prevenire il verificarsi dell’incidente, e, quando accada, a limitarne le conseguenze dannose attraverso la pianificazione e la gestione dell’emergenza esterna.

In particolare, la Provincia di Forlì-Cesena – Ufficio Protezione Civile, sulla base delle norme vigenti, d’intesa con Prefettura di Forlì e con il Comune di Bertinoro (e sentiti ARPA, AUSL e Vigili del Fuoco) ha predisposto un Piano di Emergenza Esterna relativo alla ditta Lampogas. Tale piano è uno strumento operativo attraverso il quale sono studiate e pianificate le operazioni da compiere, qualora si dovesse verificare una situazione di pericolo con possibili conseguenze nell’area esterna allo stabilimento, per fuga di GPL.

PIANO DI EMERGENZA - DITTA LAMPOGAS

Le disposizioni vigenti inoltre stabiliscono che il Comune ove sono localizzate industrie a rischio di incidente rilevante deve provvedere alla diffusione e all’aggiornamento delle informazioni dirette alla popolazione riguardanti la tipologia del rischio e le misure di mitigazione del danno conseguente.

Nell’ambito del Piano di Emergenza è stata redatta la SCHEDA DI INFORMAZIONE ALLA POPOLAZIONE SUI RISCHI DI INCIDENTE RILEVANTE relativa allo stabilimento della Ditta Lampogas Romagnola s.r.l.; tale scheda contiene le informazioni sull’attività della Ditta, sulla natura del rischio e sui possibili danni, sul sistema di allarme, sulle misure di autoprotezione, sui provvedimenti sulla viabilità.

E’ importante tenere presente che le conseguenze di un possibile (seppure improbabile) incidente potranno essere limitate grazie all’adozione delle misure e dei comportamenti di autoprotezione previsti nel Piano dell’Emergenza Esterna, e riportati nella scheda stessa.

SCHEDA DI INFORMAZIONE ALLA POPOLAZIONE SUI RISCHI DI INCIDENTE RILEVANTE

Di seguito viene riportata inoltre la SCHEDA DI INFORMAZIONE SUI RISCHI DI INCIDENTE RILEVANTE PER I CITTADINI ED I LAVORATORI, redatta dalla ditta Lampogas Romagnola s.r.l., ai sensi dell’art. 6 del D.Lgs. 17/08/99 n. 334 e s. m. e i. (sezioni 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7,)

SCHEDA DI INFORMAZIONE SUI RISCHI DI INCIDENTE RILEVANTE PER I CITTADINI ED I LAVORATORI

Per maggiori informazioni sulle Industrie a Rischio di Incidente rilevante rimandiamo al sito di ARPA

BONIFICA SITI CONTAMINATI

La normativa vigente in materia di siti contaminati è costituita dal Titolo V “Bonifica dei siti contaminati “ della parte Quarta del D.lgs. 152/06 e s.m.i. Dall'entrata in vigore del D.Lgs. 152/06 e dopo l'emanazione di due leggi regionali (LR 5/06 e LR 13/06), in Emilia Romagna la titolarità dei procedimenti relativi ai siti contaminati è stata trasferita alle province. 
A far data dal 01.01.2016, in attuazione della L.R. 1372015, le funzioni in materia di siti contaminati sono esercitate dalla regione, mediante Arpae. 
 
Il Comune, oltre a portare a termine i procedimenti avviati prima dell'entrata in vigore del D.Lgs. 152/06 (precedenti al 27 aprile 2006), svolge un'attività di supporto ai procedimenti di bonifica di competenza regionale.

Con il termine “sito potenzialmente contaminato” ci si riferisce a tutte quelle aree nelle quali, in seguito ad attività umane pregresse o in corso , è stata rinvenuta un'alterazione delle caratteristiche qualitative delle matrici ambientali (suolo, sottosuolo e acque sotterranee) tale da rappresentare un potenziale rischio per la salute umana.

La comunicazione di potenziale inquinamento viene effettuata da soggetti pubblici e privati che a qualsiasi titolo (ad esempio in qualità di responsabile, proprietario, utilizzatore di un'area, o altro soggetto interessato, pubblica amministrazione etc.) riscontrano il verificarsi di eventi potenzialmente contaminanti o accertano la presenza di contaminazioni storiche.

Un sito potenzialmente contaminato deve essere sottoposto a una fase di caratterizzazione e ad un'analisi di rischio. Il D.Lgs. 152/06, oltre a definire gli obblighi dei soggetti responsabili dei siti contaminati, indica le procedure operative e amministrative per la relativa bonifica (comprese le procedure semplificate per i siti di ridotte dimensioni).

Normativa nazionale: D.Lgs. 152/06 e s.m.i.

Normativa regionale : L.R. n. 5/2006, D.G.R. Emilia-Romagna del 27 luglio 2015, n. 1017, D.G.R. Emilia-Romagna del 2218/2015

Moduli :

Modulo: “Dichiarazione relativa al rispetto degli obblighi in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (da allegare a comunicazione inizio lavori per esecuzione interventi di bonifica)

Modulo: “Dichiarazione relativa al rispetto degli obblighi in materia di documentazione antimafia” (da allegare a comunicazione inizio lavori per esecuzione interventi di bonifica)

 
Il Territorio
  dove siamo Dove Siamo
  storia, arte, cultura Storia, Arte, Cultura
  portale turismo Turismo
  Dati fisici, demografici, economici Dati fisici, demografici, economici
  Viabilità Viabilità
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  Immagini Immagini e webcam
 
 

Il Comune

  Sindaco, scrivi al sindaco Sindaco, scrivi al Sindaco
  Giunta, scrivi all'assessore Giunta, scrivi all'Assessore
  Consiglio Comunale Consiglio Comunale
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  Difensore Civico Difensore Civico
  Comuni Gemellati Comuni gemellati
  Statuto e Regolamenti Statuto e Regolamenti 
  Statuto e Regolamenti Bertinoro Comune Trasparente
 
  

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  Settore IV - Servizi e lavori pubblici Settore IV - Servizi e lavori pubblici ed attività economiche 
  Settore V - Urbanistica Settore V - Edilizia e Urbanistica
  Orari degli uffici comunali Orari degli Uffici Comunali
  
 
 

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